La mamma, la mia preferita.

11 03 2014

Il confronto tra donne è l’implicito condimento della nostra esistenza. Non sempre si vede ma c’è. Noi donne vogliamo essere le preferite, ebbene possiamo stare tranquilla perchè per i nostri figli lo saremo sempre. Il figlio è come ipnotizzato: vede la madre come se fosse una divinità. Lei è la migliore. Ha solo pregi. Qualche giorno fa mi sono trovata davanti al caso del “figlio cresciuto” che non sa ammettere gli errori e i difetti della sua mammina. Premetto che queste cose mi danno ai nervi quindi non sarò cauta nello scegliere i termini più adeguati per descrivere questo fatto. Lui è un giovane uomo, vive da solo, ha la sua carriera ed è una persona buona. Quando c’è da parlare in modo critico di sua madre lui è “perso”. Non è disposto, o non riesce ad accettare che sua madre abbia qualche difetto e che le persone ne parlino. Ad esempio: sua madre ha avuto molti figli. Lui dice che ogni volta che partoriva le andava subito via la pancia. Non era come tutte le puerpere con la fisiologica pancia post partum, che permane almeno un anno. Lei no, sempre perfetta! Io ho non ho contestato, non mi sono pronunciata ma ero e sono tutt’ora molto interdetta. Il giorno dopo questa bizzarra affermazione vidi i filmati della loro famiglia in cui compariva la “mammina santa” con il neonato di turno in braccio. Non aveva la pancia? Voi che dite? Scommetto che in quel momento lui abbia pensato: ” è proprio vero che mia madre non aveva la pancia dopo il parto”. E poi dicono che io sia schizofrenica. Però anche lui, ragazzi, non scherza. In effetti la pancia non si vedeva, ma non perchè non ci fosse, ma semplicemente perchè non si poteva vedere. E cosa pensa secondo voi, alla luce di ciò, il “dolcissimo figlioletto”? Pensa che la mamma non abbia la pancia: é la risposta più comoda per convincersi che la propria mammuccia è la più bella. In quegli anni (90) in cui la madre ebbe le gravidanze, la moda proponeva maglioni sformati dai quali sfido chiunque a riuscire a scorgere la presenza della “pancetta”. Le donne che vediamo adesso non indossano quegli “obbrobri”, bensì abiti aderenti: come ordina la moda del momento. Ed è quindi ovvio che si noti la pancia. Come ha fatto quest’uomo adoratore della madre a non accorgersi di questo piccolo dettaglio?





Rispetto gli anziani

11 03 2014

A 23 anni finalmente sono riuscita a immedesimarmi in un anziano. Prima pensavo di aver ragione dicendo che bisognerebbe rispettare i vecchi solo nel caso in cui loro per primi rispettassero i giovani. Ma no! Sbagliavo di grosso! I vecchi sono frustrati, hanno perso la loro vitalità e vanno più o meno lentamente verso la morte. Non è ovvio che provino invidia nei confronti dei giovani? E’ normale che li odino perchè hanno quello che loro han perso, è normale che facciano notare la loro gelosia: sono esasperati, questo è il loro grido di dolore! Mi dovrei aspettare un comportamento equilibrato da una persona così stressata dalla propria situazione psicofisica? Con questo non voglio giustificare gli atti inopportuni che a volte i più anziani commettono a discapito dei giovani ma voglio dire che questa è la realtà. Non ha senso esigere un sincero rispetto da una persona che prova sentimenti negativi nei nostri confronti, possiamo solo desiderare che si sforzino di trattarci meglio. Ma chiedergli di volerci bene, questo no. Voglio che voi capiate che per quei comportamenti eccentrici di una persona che non ha futuro c’è una spiegazione. E comprendere questo è un buon inizio per far sì che si conviva pacificamente. E ricordiamoci che molti giovani quando hanno le palle girate anche solo per “futili” motivi tendono a trattare male la prima persona che hanno a tiro. Un anziano che i motivi li ha davvero per essere amareggiato cosa dovrebbe fare?





Fame in famiglia

11 03 2014

Ero a cena a casa di quella bella famigliola, neanche uno che mi avesse detto: “serviti pure” o “ti va un po’ di questo?”. Nulla. Un esercito di babbuini impazziti che si contendevano cibo a tutto spiano, mani dappertutto, un groviglio di discorsi: non ne ho seguito uno. Dovevo riflettere. Ognuno con la sua porzione preoccupato che il cibo potesse bastare per tutti. Ma non per me. La gente che ha lo stesso sangue desidera mandare avanti i propri geni preferendo individui della propria famiglia. Quindi il cibo lo condivide volentieri con i fratelli. Ma io non avevo e non ho il loro stesso sangue, quindi mi tocca vedere portarmi via le ciotole piene per guardarle tornare vuote. Anche io darei il piatto più buono e sostanzioso a un mio parente piuttosto che all’ospite, però per “educazione” mi sforzo a fare il contrario. Mi piacerebbe sfamare tutti eppure farei morire di fame i più sconosciuti e i più brutti.





Non ho più paura (schizofrenia)

10 03 2014

Le persone intorno a me continuano a trattarmi come una schizofrenica. In fondo lo sono stata, a tratti, fino a qualche mese fa. Sarà ormai un anno che sto meglio, e saranno due mesi che sto  “bene”. Sono guarita, per ora. La psichiatra infatti non aveva dubbi sul mio miglioramento clinico: la sua preoccupazione riguardava un’eventuale ricaduta. Preoccupazione che condivido pienamente.





La vera teoria dell’ereditarietà

15 10 2012

La vera teoria dell'ereditarietà





Punti di vista

15 10 2012

Punti di vista

Quando vedo i tralicci mi vien voglia di fare ingegneria elettrica.

– A me vien voglia di abbracciarli invece.





Primo giorno: o…

10 10 2012

Primo giorno: ora ricordo perchè avevo messo via questa penna. STOP.

Ebbene, stamattina mi sono svegliata in una stanza sconosciuta. Sto scrivento sullas crivania (manco il papa razzingher) di Francesco, mi piace fare nomi perchè so che le persone in questione non leggeranno mai ciò che scivo, anzi non sapranno neanche che io scrivo di loro.

Ero ancora nel letto, espletati i miei compiti mattutini, con le gambe già in ballo, non so com’è che passata una certa ora se sono ancora a letto le mie gambe desiderino far casotto. Casotto: era una vita che non sentivo questo vocabolo ma l’altra sera ,all’ultima cena, il puma che non si arrende mai partorì quell’espressione così, buttata lì, senza neanche avvisare.

Ma veniamo al punto: proprio non mi riesce di essere seria.. il punto. Dove posso comprare del cibo? Guardi lì c’è un punto!  Eh? Smah..

La luce debole e fredda delle prime ore del mattino, da un’ampia finestra con le tapparelle abbassate a metà benediva questa legnosa stanza che avvolge nel passato dei profondi anni 80.

La novità di questo gioco luce/ombra e sentimento d’ampiezza mi spinse a trovare la giustificazione micidiale. Oh povera me!

Pensai che l’esistenza dell’impulso di morte potesse giustificare la mia tendenza al suicidio; e che anzi, facesse di me una persone speciale, con l’stinto di morte più sviluppato .

Di sotto, guardandomi intorno, il titolo di un libro di poesie: e qui la speranza che si apra un nuovo capitolo.

Le ho detto che non va

Oggi pomeriggio, sudata come una capra.. Non reggo più questa pila di scatoloni animati vuoti dentro. Io mi rivelo in parte ebbene: non sono felice. Dicono che come si fa ad essere tristi? La fanno facile con sta problematicità manco un rapporto tra te e tuo padre e tua madre che non è puttana no, però piglia cazzi in ogni quando e in ogni dove.

E i ciccioni espongono le loro pieghe.

Tranquillo Jack, il peggio è passato! E allora perchè stasera non torno ancora a casa?